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TERZO CONGRESSO INTERNAZIONALE SUL CHERATOCONO

  • Immagine del redattore: claudio pappalardo
    claudio pappalardo
  • 16 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 18 apr


CHERATOCONO

Dal 16 al 18 aprile 2026, Firenze ospita il 3rd World Keratoconus Congress, uno degli appuntamenti scientifici più rilevanti a livello mondiale per lo studio del cheratocono, patologia oculare della cornea, oggi molto diffusa tra giovani e adolescenti.


L’evento, sotto l’egida della "International Keratoconus Society", riunisce specialisti provenienti da tutto il mondo, trasformando per tre giorni il capoluogo toscano in un centro nevralgico della ricerca oftalmologica.


Oltre 1000 partecipanti provenienti da 33 nazioni in rappresentanza di ciascun continente, una faculty di quasi 150 specialisti: il World Keratoconus Congress gode del patrocinio delle principali società scientifiche e oculistiche sia internazionali, sia italiane.


Tra le figure di spicco, troviamo il presidente del congresso il Prof. Cosimo Mazzotta dell'Università KORE di Enna, il presidente onorario Prof. Teresio Avitabile e la presidentessa ospitante Prof.ssa Rita Mencucci.

«È la prima volta in tre anni che sono stati raggiunti questi numeri - afferma a b2eyes il prof. Mazzotta - Il congresso sarà imperniato su questa patologia degenerativa, inclusa nell'elenco delle malattie rare, ma che rara non lo è affatto.»

La scelta di Firenze non è casuale: la città offre strutture adeguate ad accogliere un evento di queste dimensioni, oltre a una realtà scientifica consolidata grazie alla collaborazione tra università e centri di ricerca italiani.


cheratocono

Siamo orgogliosi della partecipazione al Congresso del nostro esperto Optometrista e Contattologo Francesco Aquilina.


Figura di spicco del nostro Centro Ottico, è specializzatto nell'applicazione di lenti a contatto per cheratocono da 40 anni.




IL CHERATOCONO: dalla diagnosi al trattamento

CHERATOCONO
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Il cheratocono rappresenta una delle principali cause di trapianto di cornea e può portare ad una progressiva riduzione della qualità visiva se non diagnosticato precocemente. Negli ultimi anni l’introduzione di tecniche come il cross-linking corneale ha cambiato radicalmente la prognosi, permettendo in molti casi di arrestare la progressione della malattia.


Il programma scientifico del congresso affronta il cheratocono in modo trasversale, includendo tutte le fasi della gestione del paziente.


Tra gli argomenti principali:


  • Diagnostica avanzata e tomografia corneale;

  • Genetica e progressione della malattia;

  • Cross-linking corneale e nuove tecniche personalizzate;

  • Trapianti di cornea e chirurgia innovativa;

  • Tecniche emergenti come "CAIRS" e laser combinati;

  • Gestione della cataratta nei pazienti con cheratocono 


Grande attenzione è riservata anche alla superficie oculare e al film lacrimale, elementi fondamentali per una gestione completa della patologia.


L'approccio multidisciplinare

cheratocono

Uno degli aspetti più rilevanti dell’evento è il coinvolgimento di diverse figure professionali per un approccio "multidisciplinare": oculisti, contattologi, optometristi, assistenti oftalmologici, ricercatori.


Questa visione integrata rispecchia l’evoluzione della gestione del cheratocono, che oggi richiede un approccio coordinato tra diagnosi precoce, correzione ottica e trattamento chirurgico.

«Il paziente con cheratocono non può essere gestito da una sola figura», evidenzia Laura Conti, optometrista. «Serve un lavoro di squadra tra oculista, contattologo e altri specialisti della visione. Solo così possiamo garantire risultati davvero efficaci e duraturi».

Un modello che riflette un cambiamento culturale nella gestione della patologia, sempre più orientato alla continuità assistenziale.


Le parole degli esperti

cheratocono

Il congresso si distingue per una dimensione realmente internazionale: sono attesi oltre 1000 esperti da 33 Paesi, con relatori provenienti da tutti i continenti.


«Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una vera rivoluzione», spiega il professor Marco Bianchi, oftalmologo e relatore internazionale.

«Il cross-linking corneale ci permette non solo di rallentare, ma spesso di bloccare la progressione del cheratocono, soprattutto se diagnosticato precocemente. Questo cambia completamente la vita dei pazienti più giovani».


Secondo gli specialisti presenti, la vera sfida oggi è proprio l’anticipazione

diagnostica, come sottolinea la dottoressa Elena Rossi:

«Il futuro è nella prevenzione, (...) grazie alla tomografia di ultima generazione riusciamo a individuare segni minimi della malattia anche prima che il paziente se ne accorga. Questo ci consente di intervenire in una fase decisiva».


Grande interesse ha anche suscitato l’introduzione di tecniche innovative, come i trattamenti combinati e le nuove procedure mini-invasive.


«Stiamo andando verso una chirurgia sempre più personalizzata», afferma David Chen, chirurgo statunitense.

«Non esiste più un approccio unico: oggi possiamo combinare diverse tecniche per adattarci alle caratteristiche specifiche di ogni paziente».


Il congresso si chiude con una visione chiara: il cheratocono non è più una patologia “senza controllo” come in passato: si configura oggi come una patologia sempre più gestibile, attraverso un approccio integrato e precoce.

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